Tracciati del silenzio 20/02/2004 E la notte ferisce gli sguardi del giorno; La fune azzurra e’ tesa a dividere, Nembi assorti sbranati dalle correnti. Nella strada trema la figura delle ombre; Sul cuscino di rocce s’adagia piano, Ultimo rintocco di nota distante. Mi fu amico il vento che sprigiona oblio; Dita di Arpie sottraggono istanti, Nei campi lisi mietono l’oro del grano. Nessun rumore. E nelle valli di fumo s’annoda al canto; La pioggia che lava il lamentoso sentire, Nel reliquiario del serpente che sorveglia il sole. Laggiù, nella Cala dov’e’ attraccato il buio; Dimora invernale d’un quiescente ricordo, Impresso nel ventre di prematura quiete. Qui, portami nella salsedine il mare nascosto; Le braci che ardono nel costato in perpetuo, Non sono altro che tracciati del silenzio. Roberta Vasselli Venezia, 20 Febbraio 2004